Università Cattolica del Sacro Cuore

Università Cattolica del Sacro Cuore

La più grande università cattolica d’Europa è stata fondata nel 1921 da padre Agostino Gemelli insieme a un gruppo di intellettuali cattolici: Ludovico Necchi, Francesco Olgiati, Armida Barelli ed Ernesto Lombardo.

Tutto nasce l'anno precedente quando viene creato l'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dell'Ateneo. Alla fine dell'anno successivo viene inaugurata ufficialmente a Milano l’Università Cattolica del Sacro Cuore alla presenza dell’arcivescovo di Milano, cardinale Achille Ratti, futuro Papa Pio XI. Nel 1924 arriva il riconoscimento statale come università libera.

Nel 1928 padre Agostino Gemelli acquista l’antico monastero di Sant'Ambrogio, che diviene la sede centrale dell’Università Cattolica il 30 ottobre 1932. L'opera di riqualificazione, restauro e ampliamento della struttura con nuovi edifici viene affidata all’architetto Giovanni Muzio.

Nel dopoguerra viene edificata la sede di Piacenza, attiva a partire dall’anno accademico 1952/53. Nel 1964, viene inaugurato a Roma il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” annesso alla facoltà di Medicina e chirurgia. Nel 1965 si inaugura la sede di Brescia mentre nel 1984 iniziano le prime lezioni nel campus di Cremona.

Sono più di 10mila i giovani che ogni anno scelgono l’Università Cattolica. La vedono come un luogo di positive opportunità non solo per la formazione professionale, ma anche per la crescita e la realizzazione personale. Un ambiente che non si sottrae alla sua insostituibile funzione sociale, che è quella del servizio all’educazione.

Ma nella scelta dell’ateneo pesa anche l’ampia soddisfazione di chi l’ha frequentato e si trova alle prese con l’inserimento lavorativo, come risulta dalle ultime rilevazioni: nel quadriennio 2009-2012, l'80% degli studenti che hanno conseguito la laurea magistrale e a ciclo unico, a un anno dal conseguimento del titolo di studio, ha un'occupazione, escludendo ovviamente stage retribuiti e non. Un dato significativo se si considera che il periodo di riferimento coincide con una fase di crisi in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli preoccupanti.

La possibilità di effettuare studi internazionali è diventato quasi un passaggio obbligato in Cattolica: sono oltre 600 le convenzioni e gli accordi che legano l’ateneo a università di tutto il mondo, dall’India agli Stati Uniti, dai paesi europei alla Cina. Nel 2012-13 oltre 2mila dei nostri giovani sono partiti per semestri di studio in prestigiose università, hanno effettuato periodi di ricerca all'estero per la tesi, migliorato le proprie conoscenze con i corsi di lingua intensivi e lavorato grazie alle esperienze di stage. Sempre con la possibilità di ottenere contributi e concorrere per scolarship. Uno scambio reciproco: sono stati infatti oltre 3mila gli studenti di altri Paesi che nel 2011-12 hanno scelto la Cattolica per la loro esperienza di studio in Italia.

La figura del tutor di gruppo è un valore aggiunto nell’affrontare il percorso universitario nel modo migliore possibile. I 70 tutor, suddivisi per corsi di laurea e curriculum, sostengono gli studenti nell’elaborazione del piano di studi, nel pianificare esami e sessioni, nell’individuare una metodologia di studio per gli esami più difficili e nell’orientarsi nei servizi dell’Università. E aiutano chi rischia di restare indietro.

La Cattolica risponde alla sua missione, infine, attraverso il sostegno economico: nel 2012-13 circa 3mila studenti sono stati esonerati dal pagamento delle tasse di iscrizione e altri 6mila hanno avuto accesso ad altre forme di agevolazione economica, senza contare i servizi e gli aiuti per gli studenti diversamente abili e per i collegiali. Una modalità concreta attraverso cui l’Università premia chi sa far fruttare i propri talenti, anche quando penalizzato dalle condizioni sociali o familiari.

La ricerca in Cattolica

L’Università Cattolica nel 2012 ha investito in attività di ricerca più di 27 milioni di euro e si colloca tra ai primi posti a livello nazionale tra le università che destinano autonomamente proprie risorse. Un impegno profuso nei cinque campus nazionali di un ateneo che dispone di 49 istituti, 24 dipartimenti, 79 centri di ricerca, 5 centri d’ateneo, 6 spin off e molti laboratori in prima linea sulle frontiere della scienza. Nell’anno accademico 2012-2013 l’attività scientifica ha coinvolto 1.650 ricercatori distribuiti su 10 macro-settori disciplinari: Scienze matematiche e informatiche - Scienze fisiche - Scienze biologiche - Scienze mediche - Scienze agrarie e veterinarie - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche - Scienze giuridiche - Scienze economiche e statistiche - Scienze politiche e sociali.